Roberto Fagnani interviene all’Asssemblea nazionale del PD

Faccio parte di una generazione di sinistra che ha ereditato un puzzle di inefficienza, tante quanto sono state le correnti e le divergenze di idee che ci hanno caratterizzanti negli ultimi anni. Non vorrei che questo fosse la sinistra anche dei prossimi anni. Non si tratta di mettere qualcuno sul tavolo degli imputati, ma piuttosto di trovare soluzioni perché possa esserci un solo PD, nel quale tutti ci confrontiamo ma tutti ci riconosciamo.

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Abbiamo finalmente iniziato un percorso,quello delle riforme che quelli della mia età aspettano da tanto, troppo tempo. Forse qualcuno pensava  fosse semplice? No, cambiare non è mai  semplice e lo stiamo vedendo, ma noi abbiamo preso un impegno, che è quello di cambiare e migliorare il Paese!

 

Il Jobs Act non è una riforma che toglie diritti, ma li estende a chi non li ha mai avuti.18 per molti giovani è stato e continuerà ad essere solo un numero come tanti altri, ben meno importante del 46 che è invece il tasso di disoccupazione giovanile nel nostro paese. C’è chi per risolvere i problemi di oggi propone ricette passate, probabilmente  non si è accorto che molti ingredienti sono scaduti. Al contrario certe critiche alle soluzioni che propone il nostro segretario, mi ricordano la storia dell’uovo di Colombo. Tutti avevano la soluzione in tasca, tutti l’avevano migliore, ma nessuno l’ha mai adoperata. Ho incontrato imprenditori del mio territorio, tra l’altro di area PD, che grazie alla riforma del lavoro assumeranno e regolarizzeranno i loro collaboratori. Per questo è assolutamente necessario che i decreti attuativi per capire quali contratti applicare siano pronti il più presto possibile, perché questo paese ha bisogno di avere punti di riferimento chiari, compressibili e attuabili.

Spesso invece quando rifletto sul nostro partito, mi trovo a fare una amara considerazione.Vedo che ci sono due PD, uno è quello che si vive qui a Roma, fatto di correnti alleanza e di opinioni spesso molto divergente fra loro. Un Pd che analizza sè stesso e cerca, nei suoi equilibri la strategia del paese.E c’è un altro PD che si vive nelle città di fianco alle persone e ai loro problemi quotidiani. In questo PD le correnti contano molto meno e le divergenze sono molto più facili da superare.Infatti basta sedersi allo stesso tavolo e parlare non dei problemi del PD, ma dei problemi delle persone verso le quali il partito, e chiunque faccia politica, ha responsabilità.

Io spero che alla prossima assemblea non ci sarà alcuno scontro tra maggioranza e minoranza. L’unica minoranza di cui abbiamo bisogno – che anzi dobbiamo estirpare  completamente – è quella dei corrotti, quella del malaffare,quella di chi antepone il suo interesse personale a quello del paese.Io e tanti come me siamo pronti ad accettare le sfide che l’attualità e il futuro ci presenta.Chiediamo, esigiamo, che anche chi oggi ha l’onore e il dovere di rappresentare il nostro partito nelle istituzioni, in parlamento a Roma, come nei vari territori, sia pronto!

Il vento del cambiamento è già iniziato,cerchiamo tutti insieme di coglierlo senza paura. Buon lavoro a tutti.

 

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